giovedì 16 giugno 2016

lunedì 12 ottobre 2015

Cosa fare quando piove: garage e pista di automobiline fai da te

Ok, più che garage e pista è un parcheggio con due rampe per salire e scendere.







Occorrente:

  • 1 scatolone
  • 1 paio di forbici
  • nastro adesivo
  • carta di giornale
  • colla vinilica (1 barattolo da 100 gr)
  • 2 pennelli uno grande e uno piccolo
  • colori acrilici base da 20 ml (giallo, rosso, blu, bianco, nero)
  • abbastanza pazienza!

Come si fa:

Si prende uno scatolone, lo si apre (anche sotto) e si appiattisce. 
Lo si ritaglia in modo da avere una piattaforma inferiore abbastanza ampia, mentre con il resto si farà la piattaforma superiore, le colonne e i bordi. 
Le colonne (sono 5, quella in mezzo è fondamentale) dovrebbero essere fatte di rotoli di carta igienica ma in realtà non ne avevo abbastanza, quindi le ho fatte con pezzi di cartone piegati a rettangolo, che risultano anche più robusti. 

I pezzi sono stati attaccati tra di loro prima col nastro adesivo (quello robusto tipo isolante) e poi la struttura è stata rinforzata incollando pezzetti di carta di giornale con la colla vinilica (come fa il tizio di art attack, oppure come spiegano qui).
Poi si passa alla colorazione, ci vogliono circa due mani di colore acrilico.
Una volta asciugato il colore, si ricopre tutto con una passata di colla vinilica diluita, che oltre a solidificare la struttura, la rende lucida e brillante!

Ecco fatto, poi bisogna solo stare attenti che la peste di casa non ci salga sopra coi piedi!
(cosa che il mio Puzzicchio ha tentato di fare numerose volte..)

Se ce l'ho fatta io a fare sta roba, ce la può fare chiunque!

venerdì 9 ottobre 2015

La moda delle madri degeneri

Non in Italia, ovviamente.
Perché qui arriviamo sempre tardi.
Il che, in questo caso, non è detto che sia un male, intendiamoci.

Fatto sta che negli altri paesi, primi tra tutti la Francia, l'Inghilterra e gli Stati Uniti, quella delle madri degeneri sta diventando una vera e propria moda, tanto che già ci sono i gruppi di protesta su Facebook (tipo questo: "I hate bad mothers") e tanto che le cattive madri sono diventate il nuovo target delle pubblicità.

Mentre noi ancora ci dobbiamo confrontare con la madre perfetta
[che prepara colazione pranzo e cena a tutta la famiglia, fa brillare la casa, fa sparire le macchie dai vestiti, igienizza le superfici, inventa sempre giochi nuovi e creativi per far divertire i bambini, cancella le rughe e rimodella l'ovale, e la sera ha anche le forze per fare ALL'amore col marito, tutto ciò sempre con il sorriso sulle labbra]
altrove le mamme si possono consolare (o riconoscere?) di fronte ad innumerevoli cattivi modelli.

Qualche esempio?

C'è la pubblicità dell'IKEA con la madre che in 2 minuti trasforma il suo nido d'amore in uno spazio giochi per i suoi 3 gemelli:



Oppure c'è la pubblicità inglese della Fiat 500L con una madre che in un pezzo rap racconta che cos'è veramente la maternità:



This is my crib, and these are my babes,
My life and body have somewhat changed
I’m living it large, and by large I mean bigger,
At least now I know the difference ‘tween a tractor and a digger
I express like the best from these holes in my chest,
wear my nursing bra, like a bulletproof vest
Got my bitches by my side and my hose in the back,
Swap my sexy handbag for a snot stained sack
My decor was smart, my taste was extra picky
Now my surfaces are cluttered, and nearly always sticky
Work versus home is a mental combination
with my elbows deep, in infant defecation
Wipe the sick off my coat, but the smell still lingers
Gave up on real food, eat leftover fishfingers
Once we’d talk about our lives, now the conversation switches
We compare cesarian scars episiotomy stitches
It’s the motherhood, it’s another hood
I’d like to welcome you, but now you’re here for good
We go from nappy rash to ending family feuds
And I’m flooding up your timeline with my baby news
Still got my wardrobe … but my thong now itches
Designer sofa… but now there’s puke in the stitches
And I’m expressive, I express all the time
‘Cos the doc said, to not breastfeed is a crime
Tried to get my bod back with some yogalates
Hit up the Zumba class swing by these new pilates
I’m on an Atkins hype, on a Keto diet
I try avoid the bread so I nearly never buy it
Pop a nappy on his butt without a changing matt
CBeebies now my crew and I’m tight with Postman Pat
Sleep deprived and under house arrest
Think I’d sell both kidneys just to get some rest
Spent three months in PJ’s it was clearly a sign
oined a book club just so I could drink some wine
My sterilisers so dope all my bottles be gleaming
I got a blender out the back so I can start up the weaning
It’s the motherhood, it’s another hood
And once you’re in the club, you’re in for good.
Go from fighting nappy rash to endless doctor queues
And I’m flooding up your timeline with my baby news.
Softplay, Gangster. More G. Than your average mother…
I’m a school-run-taker, fairy-cake-baker, deal-maker, orgasm-faker, nit-raker, rattle-shaker,
Cheese-grater, night-time-waker, I’m-a-placater, peacemaker


Addirittura negli Stati Uniti il nuovo best seller di filastrocche della buonanotte per bambini porta questo titolo: "Go the Fuck to Sleep", che potrebbe essere liberamente tradotto con "Vai a letto e non rompere il c***o".

9781921758843-3.jpg (554×413)

Un esempio di filastrocca:
The eagles who soar through the sky are at rest.
And the creatures who crawl, run and creep.
I know you're not thirsty.
That's a bullshit, stop lying.
Lie the fuck down, my darling, and sleep.

Traduzione:
Le aquile che si librano nel cielo si stanno riposando,
e anche le creature che strisciano e corrono.
So che non hai sete, è una stronzata, smetti di mentire.
Sdraiati, cazzo, mio caro, e dormi.


Ok, quest'ultimo è decisamente troppo, anche per una madre denaturata come me. Non siamo ancora pronti, e forse non è un male. 

martedì 15 settembre 2015

HEMA, ovvero, come acquistare vestiti per nani su un sito olandese aiutandosi con Google Translate


Fosse per me, Puzzicchio lo vestirei solo a righe e stelline. Quando sarà grande vedrà le foto di come lo vestivo e mi denuncerà, ma per ora decide la mamma!

HEMA è il mio più grande spacciatore di righe e stelline, ci sono passata per caso quando eravamo in vacanza a Bruxelles e cercavamo un lenzuolino per il lettino del bimbo, e ne abbiamo trovato uno (con le stelline!) per meno di 5 eurini. 

HEMA è una catena olandese che nasce come negozio popolare, tipo l'Upim da noi, con la differenza che, oltre ai prezzi bassi, mantiene anche una qualità discreta e una buona attenzione al design dei prodotti. 


Per dire, i prezzi sono uguali alla linea basic di H&M, ma la qualità e la varietà sono superiori.

Con l'ultimo ordine ho comprato 6 body, 5 maglie a maniche lunghe, 3 felpine, 2 pigiami e una cuffia per la modica cifra di 100 €.



     
HEMA ha negozi in Olanda, Belgio, Francia, Inghilterra e vende online in tutta europa.
Unico problema: si possono fare acquisti online solo dal sito olandese. Che, ovviamente, è scritto in olandese. E quindi? Via di google translate! Tipo, body si dice "rompertjes", facile, no??

Qui si trovano i vestiti per nani piccoli:

Qui per nani un po' più grandi:

E qui per nanette grandi:

Due consigli:

1. In generale vestono poco, quindi conviene sempre prendere taglie più grandi (esempio: i body 86-92 sono un po' più lunghi degli 86 di H&M, i 98-104 sono di poco più lunghi dei 92 di H&M, le magliette 86 sono un po' più corte delle 86 di H&M..)

2. Quando il pacco viene spedito danno un numero per poterlo tracciare, ma facendo la ricerca il sito del corriere non trova nulla. Entro una settimana di solito arriva tutto. 

Buoni acquisti!!


lunedì 14 settembre 2015

Bambino, se non ti sposti ti schiaccio come una frittella

Ci sono una serie di cose al mondo che un bambino deve scoprire il più tardi possibile.

Per quanto mi riguarda, queste cose sono:

  • il carnevale;
  • la musica per bambini;
  • le feste di compleanno (soprattutto quelle degli altri);
  • il parco giochi.
Sulle prime tre ancora ci siamo, sull'ultima, ahimè, ho ceduto.

In quei weekend in cui non ci si muove dalla città, non posso certo tenere il piccolo Puzzicchio rinchiuso in casa. Ha bisogno di sfogarsi, correre, stancarsi (così poi mangia e dorme).
E cosa c'è di meglio del parco?
Che, per carità, i parchi sono anche carini, c'è il verde, ci sono i cagnolini, ci sono le giostrine, le panchine per le mamme..

Io però una cosa non sopporto dei parchi giochi: gli altri bimbi.
E spesso anche le altre mamme.

Situazione:
Scivolo con scaletta e ponte. Bambini di età diverse, ovviamente il mio è il più piccolo. Salgono e scendono a turno senza troppi problemi. Bambine e bambini misti italiani e stranieri, tutti mediamente gentili e rispettosi del nano più piccolo.

Svolgimento:
Arrivano due mamme con quattro bambini: polo, occhiali da sole (sia bambini che mamme), corrono verso lo scivolo urlando, cominciano a travolgere tutti.
Puzzicchio sta percorrendo il ponte camminando piano, come un bambino di due anni, giustamente, dato che ha due anni.
Arriva il bambino di corsa dietro di lui e gli dice "bambino piccolo, spostati, se no ti schiaccio come una frittella".
Sua madre lo sente e.. ride! Eh certo! Anzi, ripete la frase per sottolinearne la genialità: "ti schiaccio come una frittella!!".
Secondo giro, di nuovo il bambino ripete la frase, e aggiunge: "se non ti sposti ti do una pedata che vedi".


  1. Alternativa uno: madre denaturata risponde al bambino "tu dagli una pedata e io ti stacco un braccio e ti ci meno"
  2. Alternativa due: madre denaturata sta zitta e porta Puzzicchio a giocare da un'altra parte
  3. Alternativa tre: madre denaturata tira una pedata preventiva all'altra madre.


Purtroppo ho scelto la due.

Epilogo:
Rimangono a giocare su quello scivolo solo i quattro bambini polo-rayban. Tutti gli altri si spostano verso le altalene. Ad un certo punto Puzzicchio decide di tornare sullo scivolo, gli altri bimbi salendo le scale lo spingono e lui corre da me piangendo platealmente.
Gli dico ad alta voce "hai ragione, i bimbi CATTIVI ti hanno spinto, non si può più giocare sullo scivolo, andiamo a casa"
E ce ne andiamo.

IO ODIO IL PARCO GIOCHI


venerdì 4 settembre 2015

Lo stomaco

Se pubblicare quella foto fosse giusto o sbagliato, non lo so.
Se sia solo un modo dei giornalai sciacalli per vendere la loro rivista, o se sia un'immagine necessaria e veramente destinata a cambiare il corso della storia.
Quello che so è che è un pugno allo stomaco. Non passa, la vedi 3, 4, 5 volte, il risultato non cambia. Un pugno nello stomaco. Perché quello che vedi è tuo figlio.
E se non hai figli, no, non fa lo stesso effetto. Ti può commuovere, ti può far pensare, ma non ti strappa le budella.
Ed è per questo che c'è comunque gente in grado di scattare quella foto, scegliere lo scatto tra tanti, stamparla, farci una copertina, farci un'opera d'arte. Fare tutto questo riuscendo a mangiare e dormire il giorno dopo. Io no, io non ce la farei.
Ho scoperto che avere figli significa anche questo.
Non riuscire più a guardare film o serie tv in cui succede qualcosa ad un bambino. Non sopportare più la finzione, figuriamoci la realtà.
Perché la verità è che, alla fine di tutto, l'unica cosa che veramente conta al mondo è l'abbraccio stretto delle sue braccine minuscole, e nient'altro.

mercoledì 2 settembre 2015

Mi ha fatto piacere vederti, la prossima volta mi piacerebbe anche parlarti

Il primo effetto collaterale che ho notato da quando ho un figlio è che metà cervello se ne è andato a spasso. Più che a spasso, metà cervello è costantemente concentrato sulla peste e su quello che sta facendo.
Impossibile seguire un servizio di telegiornale, figuriamoci una serie tv. Impossibile riuscire a partire o anche solo uscire di casa senza aver dimenticato metà della roba.
Se il piccolo Puzzicchio è nei paraggi è praticamente impossibile che io riesca a sostenere con chiunque una conversazione più lunga di "ciao, come va, io bene, sono un po' stanca". Manco il tempo di dire approssimativamente queste parole, che immediatamente scatta l'urlo da passeggino fermo (acuto molto simile a quello di un pipistrello della frutta) oppure, in spazio aperto, la rincorsa al bimbo con la mano dietro la testa per evitare che cada - sbatta - prenda cose - si faccia male.
No, non sono assolutamente la madre apprensiva, almeno per queste cose. Lo lascio arrampicarsi, strisciare, rotolarsi nella polvere, spesso sotto lo sguardo stupito e schifato delle altre mamme (evidentemente non denaturate).
Oggi ad esempio, in mezz'ora di bar con le amiche, è riuscito a farsi calpestare da una signora che entrava, cadere in terra senza motivo apparente, penzolarsi come una scimmia dal corrimano, rovesciarmi il succo di frutta addosso. Devo dire che però si è divertito.
Io un po' meno.
L'unica cosa che siamo riuscite a dirci, in quattro amiche ciascuna con un figlio di due anni, è stato "per fortuna che la settimana prossima ricomincia il nido".
Teniamo duro.